09/05/2009

ciao

ecco è finita la tua agonia……. ciao nella

una persona cara o un caro amico che se ne va mi lascia sempre un grande vuoto e un forte senso di impotenza verso la morte e verso la malattia che l’ha portato via.

ora ho un posto lasciato libero, un posto che nessuno potrà più occupare.

17/11/2007

camminare

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mi piace molto camminare, da solo o in compagnia, non importa dove, come e con chi.

cammino, lascio libero il mio sguardo, lo lascio andare alla scoperta di chissà cosa in una assorta superficialità che mi fa assaporare particolari che altrimenti non vedrei.

 

con questo tipo di sguardo il luogo prende forma e incomincia a scoprirsi e, come per incanto, tutto mi attrae.

una foglia che cade facendo mille acrobazie, un animaletto infreddolito che mi osserva, una finestra socchiusa, lo scostarsi di una tenda, il meraviglioso gioco di luci e ombre, lo sguardo fiero del bronzeo cavaliere mentre sguaina la spada, il tram che passa sferragliando, la gente.

faccio scorrere gli occhi lasciando affiorare ciò che lo sguardo sfiora, senza travisare ciò che accade intorno a me, non violento, non critico, non sottraggo, lascio solo che lo sguardo si posi, accarezzi e voli via da qualche altra parte.

ci sono non essendoci e penso che quello che mi circonda, accolga questo mio sguardo con benevolenza perchè sa che non farà violenza e che presto volerà via alla ricerca di qualcos’altro.

la gente

osservo un matto, una di quelle persone stralunate che se ne vanno in giro conciati in modo bizzarro che, anche se a noi pare che non vedano nulla, vedono tutto anche quello che non si vede.

osservo un manager dall'occhio frenetico, camminare pensieroso in attesa che il suo auricolare lo avvisi di una chiamata in arrivo, facendolo così resuscitare da un coma apparente.

osservo un disperato camminare e gesticolare freneticamente e penso che questo veda tutto ma in realtà non vede neppure quel che tutti vedono, o dovrebbero vedere.

osservo un cafone e l'odiosa disarmonia di ogni suo gesto, anche quello insignificante con cui prende il caffè.


osservo i movimenti impacciati di un bimbo che si sofferma per un momento ad allacciarsi le scarpe sorretto dal braccio amoroso della madre.


osservo persone immobili ed egoiste, ipnotizzate dalla loro immagine riflessa dalle vetrine, sghignazzare incapaci di guardarsi intorno.

osservo una ragazzina (mi è familiare) con una macchina fotografica attratta da mille cose e mi impersono in lei…………. vedo il suo sguardo, è radioso.

osservo un anziano che riposa su una panchina, un angolo tutto suo completo di radio, acqua e pace.

osservo uno stuolo di giapponesi ammirare il paesaggio attraverso un obbiettivo, fotografando tutto con la presunzione di imprigionare quello che la digitale vede, solo per lo stupore idiota dei loro conoscenti; la peggiore delle violenze che un luogo può subire

 

le cose

osservo il lento movimento dato dal vento alle foglie multicolori di un platano

osservo il sole che si rispecchia nell'acqua di una fontana, e vedo l'acqua che zampilla, scompigliando la speculare superficie fino a formare un incredibile intreccio di colori

osservo un meraviglioso gioco di luci ed ombre dato da archi e balconi fare da cornice a un portone in legno.

osservo le volute di fumo bianco di un caldarrostaio perdersi nell’aria

osservo………..

stamattina, in compagnia, silenzioso cammino per il centro di una città libero di osservare.

è una mattina di metà novembre, cammino distratto abbracciato ad un’altra persona e il mio sguardo volteggia, non mi devo fermare per osservare, seguo l’altra persona per inerzia senza preoccuparmi dei suoi passi. posso abbandonarmi con fiducia.

così accade che posso guardarmi intorno, con naturalezza, come se non avessi altro da fare, perché camminando insieme, c'è sempre un paio d'occhi che si guarda intorno.

osservo, parlo, ascolto e a volte mi estraneo, il resto non conta, sono guidato da un passo sicuro.

 

come nella vita le cose cambiano camminando in compagnia, non è come camminare da solo, non devo stare sempre attento, non devo avere occhi solo per il mio passo, e così, anche se sono immerso nel mondo, rimango chiuso nei miei pensieri non devo guardare dove metto i piedi, mi lascio andare con fiducia ai passi di un altro.

cammino in compagnia……...

penso…… quale grazia poter lasciare libero lo sguardo, la mia libertà, libero la mia immaginazione, è come essere tra la veglia e il sonno, come nel limbo, vivere in un incanto, vivere tra gli angeli….

vivere di bellezza.

 

(oggi mi devo essere seduto accanto a qualcuno che fumava qualcosa di losco… il fumo passivo fa male)